Come premiare i dipendenti con il welfare aziendale

Oggi desidero discutere di un approccio innovativo alla motivazione dei dipendenti, attraverso l’aumento del loro benessere senza ricorrere a oneri fiscali eccessivi. In particolare, esploreremo il concetto di welfare aziendale come una strategia efficace per premiare i dipendenti e migliorare il loro tenore di vita, senza gravare pesantemente sulle risorse finanziarie dell’azienda.

Cosa è il welfare aziendale

Welfare aziendale

Iniziamo con la definizione di welfare aziendale, un meccanismo che consente alla tua azienda di supportare finanziariamente alcuni costi che normalmente il dipendente dovrebbe affrontare nella sua vita quotidiana.

Per comprendere meglio il concetto di welfare aziendale, esploreremo un esempio pratico.

Immaginiamo di avere un dipendente che mensilmente sostiene una spesa di 300 euro per l’iscrizione in palestra. Attualmente, il tuo dipendente riceve uno stipendio di 2.000 euro al mese. Se desideri premiare questo dipendente particolarmente efficiente, potresti valutare l’opzione di aumentare indirettamente il suo stipendio senza aumentare il carico fiscale, sfruttando il meccanismo del welfare aziendale.

Invece di proporre un aumento diretto dello stipendio di 300 euro al mese, che comporterebbe maggiori tasse e contributi, potresti considerare di coprire direttamente l’abbonamento in palestra attraverso l’azienda. In questo modo, il dipendente continuerebbe a percepire 2.000 euro al mese in termini di liquidità, ma vedrebbe una riduzione diretta delle sue spese quotidiane di 300 euro.

L’importante vantaggio di questa strategia è che la somma di 300 euro, pagata dall’azienda per coprire le spese della palestra, sarebbe esente da tassazione, inclusi l’IRPEF, le addizionali comunali e regionali, e i contributi INPS. In sostanza, si raggiungerebbe l’obiettivo di aumentare il reddito del dipendente senza incrementare l’onere fiscale complessivo per l’azienda.

Welfare aziendale come premio aziendale

Welfare aziendale

Utilizzare il concetto di welfare aziendale come premio aziendale rappresenta un elemento cruciale per incentivare e motivare i dipendenti. Implementando un sistema in cui il raggiungimento di specifici obiettivi si traduce in benefici attraverso il welfare aziendale, si crea uno stimolo tangibile per il personale.

L’istituzione di premi legati al welfare aziendale costituisce un potente meccanismo per incoraggiare i collaboratori a dare il massimo, a essere più efficienti ed efficaci nelle loro mansioni. Questo approccio non solo fomenta un ambiente di lavoro dinamico, ma contribuisce anche alla crescita costante dell’azienda, mantenendo il carico fiscale invariato.

La collaborazione tra datore di lavoro e dipendente diventa cruciale in questo contesto. L’idea di un’azienda 3.0 implica un superamento della mentalità di conflitto tra datori di lavoro e dipendenti, che caratterizzava gli anni ’80. Il welfare aziendale, specialmente attraverso un sistema premiale, offre un modo efficace per rompere questo circolo vizioso e contribuire alla creazione di un’azienda moderna e ideale.

Welfare aziendale come strumento di retribuzione

Welfare aziendale

Oltre all’utilizzo del welfare aziendale come incentivo premiale, è importante considerarne l’applicazione anche nell’ambito della retribuzione ordinaria dei dipendenti. Supponiamo di avere collaboratori che, per poco, non riescono a raggiungere gli obiettivi prestabiliti e pertanto non possono beneficiare di premi legati al welfare aziendale. Tuttavia, è possibile implementare il welfare aziendale in modo strategico nelle loro retribuzioni ordinarie.

Riprendendo l’esempio dell’abbonamento in palestra del dipendente, dal costo di 300 euro al mese e uno stipendio netto di 2.000 euro, se il dipendente non ha ancora raggiunto gli obiettivi, anziché aggiungere i 300 euro di welfare aziendale ai suoi 2.000 euro di stipendio, si potrebbe ‘sostituire’ quei 300 euro alla sua retribuzione corrente. In pratica, il dipendente percepirà un netto a pagare di 1.700 euro, mentre l’azienda coprirà direttamente i 300 euro dell’abbonamento in palestra.

Questa strategia mantiene invariata la situazione di liquidità del dipendente, consentendo all’azienda di risparmiare tasse e contributi sui 300 euro di welfare aziendale. Naturalmente, è importante affrontare eventuali obiezioni da parte del dipendente, e la peculiarità del percorso sviluppato da Senza Più Confini consiste nell’anticipare e risolvere tali problemi in modo proattivo.

Un dipendente potrebbe legittimamente obiettare poiché vedrebbe ridotto il montante contributivo. Inizialmente, percepiva uno stipendio liquido di 2.000 euro su cui venivano calcolati e versati i contributi. Con l’introduzione del welfare aziendale, i contributi verrebbero calcolati solo su 1.700 euro, comportando una perdita a livello contributivo, seppur la situazione di liquidità rimanga invariata.

Una soluzione per mitigare questo inconveniente potrebbe essere la seguente: erogare al dipendente uno stipendio di 1.850 euro, a cui si aggiungono 300 euro di welfare aziendale. In questo modo, sebbene la situazione contributiva subisca un leggero peggioramento, il dipendente avrebbe effettivamente un aumento del suo stipendio. Con uno stipendio effettivo di 1.850 euro, più il pagamento dell’abbonamento in palestra di 300 euro effettuato dalla società, il dipendente riceverebbe una liquidità di 2.150 euro alla fine del mese, in confronto ai precedenti 2.000 euro.

L’importanza della cooperazione

L’importanza della cooperazione

Raggiungere un compromesso tra il datore di lavoro che il dipendente rappresenta un passo cruciale. La cooperazione e la collaborazione tra datore di lavoro e dipendenti sono fondamentali per creare un ambiente di lavoro ideale.

Per questo motivo, Senza Più Confini agisce spesso come mediatore, organizzando chiamate dedicate per comunicare il concetto del welfare aziendale sia al datore di lavoro che al dipendente. Durante queste sessioni, vengono spiegate tutte le piccole attenzioni e accorgimenti che consentono di soddisfare le esigenze di entrambe le parti.

È un errore pensare che il welfare aziendale sia riservato solo alle grandi aziende o a quelle più strutturate. In realtà, è un meccanismo che può essere applicato in modo identico anche alle piccole e medie imprese. Chi pensa da piccolo difficilmente diventerà grande. Invece, se si adotta una mentalità imprenditoriale ampia fin da subito, anche le piccole realtà hanno buone possibilità di crescita e successo.

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